«Mi affido interamente alla volontà di Dio, anche quando tutto sembra oscurità. Nulla potrà separarmi dall’amore di Cristo e dal servizio dei poveri che Egli mi ha affidato».
«I poveri sono i membri sofferenti di Cristo; servirli è il più grande onore che Dio possa concedere a una Figlia della Carità».
La sua opera suscita l’ammirazione degli amministratori e dell’intera popolazione di Dax, mentre la vita di comunità scorre tra gioie, fatiche e una profonda condivisione con le consorelle. Tuttavia, il clima cambia radicalmente con l’avvento della Rivoluzione Francese, che porta all’ospedale un nuovo direttore e un cappellano fedele alle idee rivoluzionarie, alla cui messa le suore rifiutano coraggiosamente di partecipare. La tensione culmina il 3 ottobre 1793, quando tutte le suore impiegate negli ospedali vengono poste di fronte a un bivio drammatico: prestare il giuramento sulla Costituzione civile del Clero o subire la revoca dell’impiego. Margherita e le sue compagne, dopo una riflessione comunitaria e consapevoli delle gravi conseguenze, oppongono un netto rifiuto. Da quel momento, le autorità rivoluzionarie cercano ogni pretesto per allontanare la Superiora e iniziano a piovere accuse infamanti: Margherita viene dichiarata antipatriottica, fanatica, aristocratica e accusata falsamente di corrompere i soldati feriti per spingerli alla diserzione verso le armate realiste. Il 24 dicembre 1793, nel cuore della vigilia di Natale, suor Margherita viene arrestata e condotta nell’ex convento dei Carmelitani, trasformato per l’occasione in prigione femminile. Mentre fuori il mondo celebra la nascita del Salvatore, lei vive il mistero della Natività nel silenzio della sua cella, unendosi alla sofferenza di Cristo.
«Anche nella prigione e nell’ingiustizia, il mio cuore rimane nella pace, perché appartiene a Dio solo».
«Non temo la morte, perché ho consacrato la mia vita a Dio e ai poveri. Se devo morire, desidero farlo rimanendo fedele alla mia vocazione».
Viene legata schiena contro schiena al sacerdote Jean Eutrope Lannelongue, suo compagno di martirio, e il corteo si muove verso il patibolo. In quel tragitto estremo, Margherita appare posseduta da una forza superiore: intona con voce chiara il canto del Magnificat e, mossa a compassione dal dolore visibile dei due militari che scortano il carro, regala loro il suo orologio e il suo fazzoletto come segno di amicizia. Sale i gradini della ghigliottina con dignità, affidando a Maria il suo ingresso nella vita eterna. Il suo sacrificio non segna la fine della missione a Dax, poiché le suore arrestate verranno liberate alla fine dell’anno e potranno riprendere il servizio ai malati. Il 19 giugno 2011, Margherita Rutan viene solennemente beatificata, restando per sempre una “degna figlia” di San Vincenzo de’ Paoli e Santa Luisa de Marillac e un faro di fedeltà per tutta la Compagnia.
