La devozione alla Madonna del Rosario è una delle espressioni più antiche e amate della pietà mariana della Chiesa. Le sue radici affondano nel Medioevo, quando, per coloro che non potevano recitare i 150 Salmi del Salterio, si diffuse l’uso di sostituirli con la ripetizione del Padre Nostro e, in seguito, dell’Ave Maria. Nacque così, lentamente, quella preghiera che oggi chiamiamo Santo Rosario.
Secondo una venerata tradizione, san Domenico di Guzmán ricevette dalla Vergine Maria il compito di diffonderlo come strumento di preghiera e di evangelizzazione. La forma attuale del Rosario si è tuttavia sviluppata progressivamente nel corso dei secoli, soprattutto grazie alla predicazione dei Domenicani e alla diffusione delle confraternite del Rosario.
Un momento fondamentale nella storia di questa devozione è legato alla battaglia di Lepanto, il 7 ottobre 1571. Papa san Pio V invitò i fedeli a pregare il Rosario, affidando alla protezione della Vergine Maria la Chiesa e la cristianità in un momento di grande difficoltà. La vittoria della Lega Santa venne attribuita anche all’intercessione della Madonna e, in seguito, fu istituita una festa in suo onore, dapprima con il titolo di Santa Maria della Vittoria e poi di Madonna del Rosario. Nel 1716 papa Clemente XI la estese a tutta la Chiesa e, nel 1913, san Pio X fissò definitivamente la celebrazione al 7 ottobre. Il mese di ottobre è così divenuto, in modo particolare, il mese del Santo Rosario.
Maria, Madre della Compagnia
La Compagnia delle Figlie della Carità di san Vincenzo de’ Paoli è, fin dalle sue origini, profondamente mariana. Maria è Madre, modello e guida nel cammino di consacrazione e di servizio delle Figlie della Carità. San Vincenzo e santa Luisa de Marillac l’hanno affidata alla protezione della Vergine, proponendola come modello di disponibilità alla volontà di Dio, di umiltà e di carità verso i fratelli.
Il Rosario si inserisce con naturalezza in questa spiritualità. È una preghiera semplice e profonda, una vera contemplazione del Vangelo vissuta insieme a Maria. Attraverso i suoi misteri, ripercorriamo la vita di Gesù: la sua nascita, la sua missione, la sua passione, la sua morte e la sua risurrezione.
Maria non trattiene a sé il nostro sguardo, ma ci conduce sempre al Figlio. Ci insegna ad ascoltare la Parola, a custodirla nel cuore e a trasformarla in vita. Pregando il Rosario, impariamo da lei a contemplare Cristo e, contemplando Cristo, impariamo a riconoscerlo nei fratelli. È proprio questo il cuore della vocazione vincenziana: contemplare il Signore per riconoscerlo e servirlo nei poveri.



Maria, nel Vangelo, è donna dell’ascolto, dell’accoglienza e del cammino. Dopo l’Annunciazione si mette in viaggio verso Elisabetta; a Cana si accorge del bisogno degli altri e lo affida a Gesù. In lei contemplazione e servizio diventano un’unica risposta all’amore di Dio. Per questo, la Madonna del Rosario può essere contemplata da ogni Figlia della Carità come Madre che insegna a contemplare e a servire. Ogni mistero del Rosario può diventare una scuola di carità: con Maria impariamo a guardare Gesù e, nello stesso tempo, a guardare con maggiore attenzione le persone che Egli ci affida.
Tra le Ave Maria possiamo affidare alla Vergine i poveri, gli ammalati, gli anziani, i bambini, le famiglie, quanti vivono nella solitudine e nella sofferenza, tutti coloro che attendono una presenza, una parola, un gesto d’amore. Così, ogni grano del Rosario può diventare un nome, un volto, una storia consegnata con fiducia al cuore materno di Maria.
Una sola Madre, un unico cammino verso Cristo
La devozione alla Madonna del Rosario e quella alla Madonna della Medaglia Miracolosa, naturalmente, non sono in contrapposizione. Sono forme diverse, ma profondamente unite, dell’amore e della venerazione verso Maria, Madre di Dio e unica Madre della Compagnia. Il Rosario e la Medaglia Miracolosa sono due doni che possono accompagnare armoniosamente la nostra vita spirituale. La Medaglia ci ricorda la presenza materna di Maria e la sua intercessione; il Rosario ci conduce, insieme a lei, a contemplare i misteri della vita di Gesù.
La vera devozione mariana non divide, ma unisce. Maria non ci invita a fermarci a lei: ci prende per mano e ci conduce a Cristo; e da Cristo ci conduce verso i fratelli. Per questo, celebrando la Madonna del Rosario, le Figlie della Carità possono rinnovare il loro affidamento a Maria, chiedendole di custodire la Compagnia, di sostenere ogni Sorella nella propria vocazione e di ottenere per tutte la grazia di vivere, come lei, con un cuore docile a Dio, aperto alla sua volontà e attento ai bisogni dei fratelli.
Preghiera
Maria, Madonna del Rosario,
Madre della Compagnia e Madre della Carità,
insegnaci a custodire la Parola nel cuore,
a dire ogni giorno il nostro «sì» a Dio,
a contemplare il volto di Gesù
e a riconoscerlo nei poveri.
Donaci occhi capaci di vedere,
orecchi capaci di ascoltare
e mani pronte a servire.
Custodisci la Compagnia delle Figlie della Carità,
sostieni ciascuna nella propria vocazione
e accompagnaci nel cammino della carità.
Fa’ che, pregando il Rosario,
impariamo a contemplare Cristo
e, contemplando Cristo,
a riconoscerlo e servirlo nei fratelli.
Prega per noi e conducici sempre a Gesù.
Amen.
«Dirò tutti i giorni la terza parte del Rosario, meditando uno dei suoi misteri!»
Santa Luisa de Marillac, Meditazioni, A 1 – Regolamento di vita nel mondo
Autore: Suor Rosanna Pitarresi, F.d.C.
