Giovanna Antida Thouret nasce il 27 novembre 1765 a Sancey-le-Long, in un villaggio della Francia Contea dove la fede e la carità sono il pane quotidiano. Cresce in una numerosa famiglia contadina in cui vige una regola sacra: nessun povero deve mai allontanarsi dalla porta di casa senza aver ricevuto un soccorso. Questo spirito di servizio matura profondamente in lei finché, all’età di ventidue anni, decide di lasciare tutto per entrare nella Compagnia delle Figlie della Carità di San Vincenzo de’ Paoli a Parigi.
«Dio solo, principio e fine, si è degnato di servirsi di una nullità come lo sono io. Non mi sono lanciata da me stessa in questa impresa, ma riconosco di essere stata scelta da Lui; e sono stata sostenuta dalla sua grazia potente che non mi ha mai abbandonata nei momenti di difficoltà».
Tuttavia, il turbine della Rivoluzione francese scoppiata nel 1789 travolge il suo cammino, portando alla chiusura dei conventi e costringendola, nel 1794, a tornare al suo villaggio natale. Nonostante la dispersione delle religiose, Giovanna non abbandona la sua vocazione e inizia un lungo periodo di ricerca della volontà divina, che la porta a emigrare in Svizzera e in Germania con la comunità del “Ritiro Cristiano”. Durante questo periplo solitario percorre oltre seicento chilometri a piedi, finché non riceve l’appello di due sacerdoti che la spronano a rientrare in Francia per occuparsi dei malati e dei bambini analfabeti.
«Essendo tutta sola, aiutata da Dio solo, riponevo tutta la mia fiducia nella sua onnipotenza. Lavoravo senza fermarmi, giorno e notte, sostenuta unicamente dalla speranza che il Signore non avrebbe abbandonato la sua opera».
«I poveri che voi servite sono il luogo in cui incontrate Gesù Cristo. Tutto ciò che farete per loro, per quanto piccolo, sarà fatto a Lui stesso. Per questo non dovete mai stancarvi, ma rinnovare ogni giorno il vostro zelo e la vostra compassione».
La missione di Giovanna Antida assume una dimensione internazionale nel 1810 quando, su richiesta del Re, parte per Napoli insieme a otto compagne. Nella città partenopea assume la responsabilità del grande Ospedale degli Incurabili e si immerge nei quartieri più poveri e malfamati per aprire scuole e farmacie, visitando senza sosta le membra sofferenti di Gesù Cristo. Questo periodo di feconda espansione è però segnato da una prova durissima: il vescovo di Besançon non accetta le Costituzioni approvate da Papa Pio VII nel 1819 e proibisce a Giovanna di rimettere piede nelle case da lei fondate in Francia. Lei sopporta questa croce con straordinaria serenità, mantenendo una fedeltà assoluta al Papa e alla Chiesa invitando le sue figlie a perseverare nella comunione fraterna.
La sua avventura terrena si conclude a Napoli il 24 agosto 1826. Quello che era iniziato come un piccolo granello di senape è ormai diventato un grande albero che continua a crescere nei secoli. Beatificata nel 1926 e canonizzata il 14 gennaio 1934 da Papa Pio XI, Santa Giovanna Antida Thouret lascia un’eredità che vive ancora oggi in quattromila suore sparse nei cinque continenti. Attraverso la vita di comunità, l’Eucarestia e il servizio ai poveri, le sue suore mantengono vivi gli elementi chiave del suo carisma, operando in una grande varietà di servizi per rispondere alle necessità dei più bisognosi in tutto il mondo.
