


Giovedì 1 ottobre abbiamo avuto l’onore di accogliere nella nostra scuola di Napoli il Padre Generale di tutto l’immenso mondo Vincenziano. Prima del suo arrivo eravamo tutti molto emozionati, il mio cuore palpitava! Al suo arrivo si è sciolta l’emozione: abbiamo scoperto un uomo delicato e sensibile che si è soffermato attentamente ad osservare ciò che avevano preparato per lui i nostri ragazzi con vera curiosità e profonda cura. Gli siamo tutti grati per la testimonianza che ci ha donato di umiltà e carità verso ognuno di noi. Splendido Padre Tomaž! Alessandra De Mercato
Non una semplice visita…. Giovedì abbiamo avuto l’onore e la gioia di accogliere a scuola il Padre Generale. Una presenza importante, ha attraversato insieme con noi i corridoi e le aule della nostra scuola. Più che una visita, è stato un incontro: uno di quegli istanti in cui ci si ferma e ci si guarda, e ci si chiede chi siamo diventati e chi stiamo aiutando a diventare. Lo abbiamo accompagnato lungo un percorso di crescita, dalle prime alle terze, perché crescere è il gesto più umano che esista: non si smette mai di farlo, e non lo si fa mai da soli. Lui, uomo di grande rilievo e di altrettanta umiltà, non ha camminato accanto a noi da ospite. Si è lasciato toccare dalle storie degli allievi e dei docenti, perché ogni vita, quando viene raccontata, rivela qualcosa di ciò che siamo. In quel cammino abbiamo sentito l’emozione di chi accoglie e di chi è accolto, e abbiamo capito che la presenza vera non ha bisogno di parole: si riconosce da come ci si lascia coinvolgere.



Nell’incontro finale, i docenti dei due istituti si sono riuniti per consegnargli, in forma simbolica, gli strumenti dell’essere, del sapere e del fare. Sono gli strumenti con cui ogni giorno proviamo a dare forma al tempo che ci è stato affidato. Non sono oggetti, ma frammenti di vita: portano dentro i nostri vissuti e quelli dei ragazzi, le fatiche, le attese, le piccole conquiste. In quel dono abbiamo restituito a noi stessi la domanda che sta sotto ogni educare: che cosa lasciamo, e a chi? Grazie, Padre Generale, per essere stato fra noi. Grazie per le parole di forza e di impegno che ci ha affidato: non le consideriamo un congedo, ma un invito a restare fedeli a ciò che siamo e a ciò che scegliamo di fare, accanto ai nostri ragazzi, giorno dopo giorno. Nives Ruoppolo
