Marcantonio Durando nasce il 22 maggio 1801 a Mondovì, in una famiglia di notabili la cui residenza si affaccia sulla Piazza Maggiore, a pochi passi dal duomo. La sua infanzia è segnata dal contrasto tra la profonda religiosità della madre e le idee liberali, laiche e agnostiche del padre. Questa divergenza si riflette anche nei figli: mentre Marcantonio sceglie la via del sacerdozio, i suoi fratelli Giacomo e Giovanni si distinguono nel panorama politico e militare del Risorgimento italiano, occupando ruoli di prestigio come quello di ministro degli esteri o di generale delle truppe. All’età di quindici anni, Marcantonio manifesta il desiderio di partire come missionario per la Cina, un sogno che lo accompagna nel suo ingresso nella Congregazione della Missione.
Emette i voti perpetui a diciotto anni e viene ordinato sacerdote il 12 giugno 1824. Dopo un quinquennio trascorso a Casale Monferrato, nel 1829 si trasferisce a Torino, città che diventa il fulcro della sua attività fino alla morte. Sebbene la salute precaria gli impedisca di raggiungere l’Estremo Oriente, egli trasfonde la sua passione missionaria nelle missioni popolari piemontesi. In queste occasioni, Padre Durando si distingue per uno stile di predicazione che rifugge gli eccessi del lassismo e del rigorismo giansenista, puntando tutto sulla misericordia di Dio e sulla conversione del cuore. Le cronache dell’epoca descrivono folle che si accalcano silenziose per ascoltare le sue parole. In questo contesto emerge il suo annuncio appassionato dell’amore di Dio, espresso con parole che scuotono le coscienze:
«Giacché se l’amore fu quello che gli fece abbracciare la croce e lo confisse sul duro legno, se insomma soffrì e morì per il grande amore che portava a ciascuno di noi, potremo noi essere indifferenti a tanta sua carità; potremo noi non amare un bene infinito, un Dio che si strugge d’amore per noi».
Il suo impegno non è solo spirituale: a Locana, ad esempio, interviene concretamente trasformando i fondi della missione in farina di mais per sfamare i poveri, incarnando così l’insegnamento vincenziano di assistenza integrale, sia dell’anima che del corpo. Oltre alla predicazione, egli sostiene con fervore l’opera della Propagazione della Fede e, nel 1855, inaugura il collegio Brignole-Sale per formare sacerdoti destinati alle missioni ad gentes.
Nel 1831 Marcantonio assume la responsabilità delle Figlie della Carità e intuisce la necessità di introdurre questo carisma nel Nord Italia. Grazie all’appoggio del re Carlo Alberto, le suore si stabiliscono in Piemonte nel 1833, assumendo la gestione di importanti ospedali militari e civili tra Torino, Genova e altre città della regione. Il loro operato è così apprezzato che il numero delle vocazioni cresce in modo esponenziale, portando il sovrano a concedere loro il convento di San Salvario nel 1837. Padre Durando dota Torino di una rete capillare di centri di carità chiamati “Misericordie”, dai quali le suore, affiancate dalle Dame di Carità, partono per prestare soccorso a domicilio. Attorno a queste strutture fioriscono svariate iniziative sociali, tra cui i primi asili per bambini poveri, orfanotrofi e laboratori per ragazze, rendendo le Figlie della Carità figure centrali nello sviluppo del cattolicesimo sociale italiano. L’audacia di Marcantonio si spinge fino a inviare le suore nelle retrovie della guerra di Crimea nel 1855 per assistere i feriti.
Nominato visitatore della Provincia del nord-Italia nel 1837, egli ricopre questo incarico di governo per quarantatré anni ininterrotti, dedicandosi all’organizzazione della congregazione e alla direzione spirituale. La sua saggezza attira l’attenzione di numerose fondazioni torinesi: l’arcivescovo Fransoni gli affida le Suore di San Giuseppe, collabora alla stesura delle regole delle Suore di Sant’Anna e diventa guida spirituale delle Clarisse Cappuccine e delle suore fondate dalla marchesa di Barolo.
Il 21 novembre 1865, giorno della festa della Presentazione di Maria, nasce quasi spontaneamente l’opera che più lo caratterizza: la Compagnia della Passione di Gesù Nazareno. Padre Durando affida a Luigia Borgiotti le prime postulanti, giovani donne che desiderano consacrarsi ma sono prive di alcuni requisiti canonici richiesti da altre comunità. Queste suore, dette Nazarene, hanno il compito innovativo di assistere i sofferenti nelle loro case, giorno e notte, vedendo in loro le membra dolenti di Cristo. In questo nuovo stile di carità vissuta quotidianamente, emerge anche una seconda voce del suo insegnamento spirituale, più semplice e immediata:
«Se ci comandasse continui digiuni, lunghi viaggi, macerazioni del corpo, potrei scusarmi col dire: Non posso. Ma ci comanda di amarlo; quale comando più facile, più dolce, più soave di questo?».
«Ah, quanto pochi che amino Gesù! Dicono di amarlo, ma di fatto non lo amano! L’amano sul Tabor, ma non sul Calvario; l’amano quando sentono qualche tenerezza e sensibilità, ma non nelle contrarietà e nelle umiliazioni».
Marcantonio Durando si spegne il 10 dicembre 1880 all’età di settantanove anni. Le sue spoglie vengono tumulate nel santuarietto della Passione annesso alla Chiesa della Visitazione a Torino, luogo dove le Nazarene continuano a nutrirsi della devozione che lui ha loro tramandato. Il processo di beatificazione, avviato nel 1928, si conclude il 20 ottobre 2001 con la solenne cerimonia presieduta da Papa Giovanni Paolo II, che riconosce il miracolo ottenuto per sua intercessione e ne fissa la memoria liturgica al 10 dicembre. La sua vita rimane una testimonianza di come l’amore per i poveri e l’organizzazione instancabile della carità possano trasformare profondamente il tessuto sociale di un’intera epoca.
