Federico Ozanam

Antonio Federico Ozanam nasce a Milano il 23 aprile 1813 da Jean-Antoine-François Ozanam e Marie Nantas, una famiglia profondamente cristiana che si trasferisce presto a Lione. Durante l’adolescenza attraversa una profonda crisi spirituale, ma riesce a superarla grazie alla guida di Padre Noirot, un grande filosofo a cui si affida e che lo porta a promettere a Dio di dedicare l’intera esistenza al servizio della verità. Il 5 novembre 1831, all’età di diciotto anni, Federico arriva a Parigi per frequentare la Sorbona, dove prenderà la licenza e il dottorato sia in Diritto che in Lettere. L’impatto con la capitale è però traumatico: Federico inorridisce di fronte al clima violentemente anticattolico dell’ambiente universitario.

Trova un importante sostegno in Ampère e in Emmanuel Bailly, un uomo di grande sapienza che conosce profondamente la figura di San Vincenzo de’ Paoli e che organizza gruppi di discussione per gli studenti. Durante le Conferenze di Storia, Diritto e Religione, Ozanam e i suoi compagni vengono attaccati da studenti laici e atei che accusano la fede cattolica di essere una dottrina astratta, priva di riscontri concreti mentre per le strade di Parigi la gente muore di fame. Questa sfida intellettuale spinge Federico e i suoi amici a passare dalle parole all’azione: decidono che, come esistono conferenze di filosofia e letteratura, devono esistere anche le Conferenze di Carità.

«La Società ha un solo fine: santificare i suoi membri nell'esercizio della carità e soccorrere i poveri nelle loro necessità corporali e spirituali».

Il 23 aprile 1833, al numero 18 di rue du Petit-Bourbon Saint Sulpice, Federico Ozanam fonda la Società di San Vincenzo de’ Paoli insieme al professor Bailly e a un gruppo di sei amici. Consigliati da Bailly, i giovani si rivolgono a suor Rosalia Rendu, una Figlia della Carità nota come la “mamma dei poveri” nel quartiere Mouffetard, la quale suggerisce loro di uscire dalle aule per visitare i bisognosi direttamente nelle loro soffitte. L’impatto con la miseria reale è sconcertante e dà un obiettivo preciso alla loro missione: la visita domiciliare, fondata sulla relazione diretta con chi soffre.

«La carità non deve mai guardare dietro di sé, ma sempre avanti, poiché il numero delle sue buone opere passate è sempre troppo piccolo e perché infinite sono le miserie presenti e future, che essa deve alleviare».

Scelgono come patrono San Vincenzo de’ Paoli non come semplice etichetta, ma come modello da imitare nel realizzare l’esempio divino di Gesù Cristo. Nonostante il successo della sua carriera accademica — diventa professore titolare di diritto commerciale a Lione e successivamente ordinario di letteratura straniera alla Sorbona — Federico non smette mai di visitare regolarmente i poveri, vivendo l’insegnamento come un vero apostolato.

«La terra si è raffreddata, tocca a noi, cattolici, di ravvivarne il calore vitale che s’estingue; tocca a noi pure di ricominciare l’era dei martiri. Essere martire è cosa possibile a tutti i cristiani: essere martiri è dare la vita per Dio e per i fratelli».

La vita privata di Federico riflette la stessa profondità spirituale del suo impegno pubblico: il 23 giugno 1841 sposa Amélie Soulacroix, con la quale costruisce una famiglia vissuta come una chiesa domestica e diventa un padre esemplare. Egli si distingue per la capacità di comunicare le verità della fede attraverso la scienza e la cultura, sostenendo sempre la necessità di avvolgere il mondo intero in una rete di carità.

«Perché dovrei temere il Signore? Io lo amo così tanto. Se dovessi ricominciare la mia vita, non mi comporterei diversamente da come ho fatto».

Tuttavia, la sua salute fragile lo costringe a dimettersi dagli incarichi universitari nel 1853. Dopo un viaggio in Italia compiuto nella speranza di una guarigione, muore l’8 settembre 1853 a Marsiglia, a soli 40 anni, in uno stato di totale e sereno abbandono alla volontà di Dio. Il suo desiderio missionario continua a vivere oggi attraverso la Società di San Vincenzo de Paoli, che conta circa 800.000 volontari distribuiti in 153 Paesi. Federico Ozanam viene beatificato da Papa Giovanni Paolo II il 22 agosto 1997 nella cattedrale di Notre-Dame a Parigi, durante la Giornata Mondiale della Gioventù. Il miracolo riconosciuto per la sua beatificazione riguarda la guarigione istantanea e inspiegabile, avvenuta nel 1926 in Brasile, di un bambino di diciotto mesi, Fernando Benedetto Ottoni, affetto da una gravissima forma di difterite. Federico rimane ancora oggi un modello di laico cristiano capace di unire l’eccellenza intellettuale alla carità più concreta e instancabile.