«Eravamo poveri, ma quando la mamma faceva il pane, mentre era ancora caldo, ci diceva: "Il primo pane deve essere per il Signore: portatelo a quel povero, ma fatelo di nascosto».
La domenica si reca all’ospedale per aiutare le suore e proprio in quel servizio umile comprende appieno la sua vocazione religiosa. Entra così nella Compagnia delle Figlie della Carità di San Vincenzo de’ Paoli, assumendo il nome di Suor Gabriella. I primi passi della sua vita consacrata si svolgono nel nascondimento e nell’umiltà. Dopo il noviziato, viene destinata alla cucina della Casa della Misericordia di Angera e, nel 1906, si trasferisce a Lugano, presso l’istituto “Luogo Pio Rezzonico”. Qui, Suor Gabriella si distingue per una pietà solida e una laboriosità instancabile. Quando l’epidemia di influenza spagnola colpisce duramente dopo la prima guerra mondiale, l’istituto si trasforma in un lazzaretto e lei, senza trascurare i fornelli, trascorre le notti a vegliare e assistere i malati con dedizione eroica.
È proprio a Lugano che la sua vita si apre a una dimensione mistica straordinaria. Il 25 giugno 1919, durante il ringraziamento dopo la Comunione nella chiesa della Madonnetta, vede il Cuore di Gesù circondato da rose. Questo è l’inizio di una serie di manifestazioni celesti che segnano profondamente la sua missione. Il Sacro Cuore la invita a pregare intensamente per il Papa, per l’unità della Chiesa e per coloro che se ne sono allontanati, compresi i massoni e i sacerdoti in difficoltà, per i quali inizia a recitare un particolare “coroncino” di giaculatorie.
Nel 1919 viene trasferita a Grugliasco, in una casa di riposo che accoglie anche giovani suore malate di tubercolosi. In questo ambiente di sofferenza, Gesù continua a manifestarsi, conducendola a comprendere la “piccola via della carità” e il valore dell’obbedienza come risposta d’amore. Dio le mostra quanto gradisca i piccoli atti quotidiani, spesso insignificanti agli occhi del mondo, ma compiuti con carità squisita. Suor Gabriella vive questi doni con una semplicità disarmante, servendo contemporaneamente in cucina e assistendo le consorelle inferme.
Il capitolo definitivo della sua vita si scrive a Luserna San Giovanni, nella Casa Immacolata, dove giunge nel luglio 1931. Qui si occupa della dispensa, del pollaio e dell’orto, mantenendo sempre quel profilo basso e operoso che la caratterizza. Proprio a Luserna riceve il mandato di far conoscere la Divina Provvidenza. In una visione, Gesù le appare splendente di maestà e le mostra un foglietto con una preziosa invocazione:
«Provvidenza Divina del Cuor di Gesù Provvedeteci».
Il Signore le spiega che il suo Cuore è come un torrente che straripa di grazie e le chiede di sottolineare la parola “Divina” affinché tutti comprendano che quella provvidenza appartiene a Lui solo. Nonostante un’istruzione modesta, un’ortografia incerta e dita tormentate dall’artrosi, Suor Gabriella diventa una vera maestra di spiritualità. La sua fama di santità attira a Luserna persone di ogni tipo: superiori, sacerdoti, seminaristi e gente semplice, tutti desiderosi di ricevere un suo consiglio o una sua parola di luce. Lei risponde a tutti con una profondità soprannaturale, scrivendo migliaia di bigliettini con la giaculatoria della Provvidenza che invia per posta o distribuisce a chiunque incontri. Il suo linguaggio, pur essendo disadorno, parla direttamente al cuore, risultando comprensibile sia ai sapienti che ai piccoli.
Gli ultimi anni sono segnati da acute sofferenze fisiche che Suor Gabriella offre per la santificazione delle sue consorelle. Affronta la fine con serenità, ricevendo l’Unzione dei malati e spirando nella tarda serata del 1° gennaio 1949. Al momento della sua sepoltura, qualcuno scrive sul documento ufficiale le parole “Suora Santa”, a testimonianza di una devozione che non si è mai spenta. La sua missione di condurre le anime a una fiducia illimitata nel Cuore di Gesù continua a vivere attraverso la diffusione della sua giaculatoria, che ha ricevuto anche il riconoscimento indulgenziato dal Cardinale Maurilio Fossati.
Il lungo cammino verso il riconoscimento ufficiale delle sue virtù compie un passo decisivo il 20 gennaio 2022, quando Papa Francesco autorizza il decreto che la dichiara Venerabile. Questo atto riconosce l’eroicità con cui Suor Gabriella ha vissuto la sua vocazione, trasformando l’umiltà del servizio quotidiano in un altare di carità e di comunione con il Divino. Oggi la sua figura rimane un faro per le Figlie della Carità e per tutti i fedeli, ricordando che la santità passa attraverso i piccoli gesti compiuti con amore immenso e una confidenza totale nella Provvidenza che tutto provvede.
